OGNI ARTISTA HA UN PROPRIO METODO DI...

…creazione: c’è chi prepara un dettagliato bozzetto su carta, chi si abbandona all’ispirazione di fronte alla tela bianca, chi parte dal progetto e poi cambia tutto durante la realizzazione… in effetti potrebbe essere utile avere le idee chiare dal principio ma il vero obiettivo (è semplicemente un mio pensiero) non è la gratifica del risultato ma l’appagamento che ti procura il momento dell’esecuzione (pause annesse!) Sì, perché tu pensi al tuo quadro anche mentre sei al supermercato o in metropolitana, ed elabori idee o ne scarti, anche in quei momenti. L’opera esposta a fianco è nata durante la visione di una gara televisiva di lotta libera. Sapendo di dover esporre “molta carne” ho preferito stendere un fondo di colore caldo. La sanguigna mi è piaciuta per tracciare il segno e sono passata subito a predisporre una base dell’incarnato, più scuro per il soggetto maschile. Lo sguardo della donna – da cui nasce il titolo della tela – è l’elemento che origina altri dettagli (la via di fuga sul fondo); lo sguardo dell’uomo è invece distratto dalla lotta amorosa. Provo a creare al PC i colori della fascia per capelli che meglio si accordano con gli altri. Poi, penso ad un tappeto ma, infine, trovo più idoneo un pavimento impoverito e scarno. Il primo tentativo di piede femminile sembra una bistecca alla brace (forse ho fame: meglio una pausa!). Dopo cena il piede prende la sua forma. La mano della mia lottatrice mi piace, ha carattere, ma il dito indice è troppo lungo. Procedo con la correzione. La mano dell’uomo è ruvida e indelicata e contrasta volutamente con la dolcezza del viso di lei. Manca il piede maschile: sudicio, deformato, ma con le unghie curate. Prima che i due soggetti si allontanino per una doccia decido di esporli alla mostra della Villa Reale di Monza.